Sono un imprenditore, ingegnere informatico. Ho fondato una azienda dove aiutiamo gli eCommerce a raggiungere gli obiettivi e dove mi occupo di strategia digitale. Mi piace andare in barca a vela, ho dedicato diversi anni all’equitazione (ho ancora un piccolo centro ippico e azienda agricola), ho due figlie di 2 e 4 anni, amo vivere in campagna e frequentare la città.

Un po’ di retroscena

Nel 1998 ho creato il mio primo sito web per una azienda di Piacenza. Eravamo agli albori della diffusione di internet e grazie a un sito personale che avevo pubblicato e in cui mi rendevo disponibile, questa azienda mi aveva contattato. Nessun marketing, niente. Ho proposto un prezzo, hanno accettato, deal.

L’anno prima mi ero iscritto a ingegneria informatica. A tempo perso ho fatto il sito e l’ho consegnato. Nel frattempo ho cominciato a pubblicare banner sui siti che gestivo (nel frattempo ne avevo aperto un altro). Era la prima ondata del web marketing, ti pagavano un tanto per ogni volta che il tuo banner veniva mostrato. Dopo alcuni mesi mi è arrivato per posta un assegno da 10 dollari che ancora conservo…


Alcuni anni dopo, nel 2008, collaboravo con la Federazione Italiana Turismo Equestre, una delle federazioni sportive del Coni, e per loro ho realizzato quella che non sapevo ancora sarebbe stata la mia prima applicazione sul cloud. A quei tempi per dire il vero il termine “cloud” ancora non si usava…

La loro segreteria era a Roma, nel palazzo centrale del Coni, ed erano letteralmente sommersi di carte. Tutti gli uffici locali erano in giro per l’Italia e questo generava una marea di fax (e alcune email). Come se non bastasse i dati di centri ippici, tesserati, giudici e tecnici erano divisi tra database di Access diversi, archivi cartacei e fogli di excel. Un incubo. Per cercare di aiutarli ho avuto un’idea: potevo creare un sito internet “evoluto” che avrebbe permesso di inserire e gestire i dati su una pagina web e conservarli in un database online. Ho creato l’applicazione ed è stata un successo. Potevano persino pagare online con PayPal. Ancora non lo sapevo ma questa era una cosiddetta applicazione sul cloud.


È stato nel 2012 che ho capito di dover offrire ai miei clienti anche il marketing. Anche se dal 2008 creavo soluzioni per acquisti online, nel 2012 ho cominciato a realizzare e gestire negozi online come li conosciamo oggi. Ben presto mi sono accorto che il valore aggiunto era nell’unione della programmazione web (che faceva funzionare il negozio) alle azioni di marketing (che lo facevano vendere).

Spostare l’attenzione dalla programmazione al marketing (o al mix tra le due) è stato un processo importante, che mi ha permesso di capire che i sistemi web dovevano essere dalla parte di chi li usa e non di chi li crea o li deve gestire. Ho anche capito che un buon software non è quello che funziona bene ma quello che dà valore a chi lo usa e permette di fare marketing al meglio.

Poco dopo ho aperto la società dove lavoro tuttora, la Tunca, dove ho integrato questi concetti.